Qua sei qua stai.
Qua lotti, non ti fermi.
Nostri sono gli anni che vengono
(Roberto Roversi, Cento poesie, 1978)
Il progetto Contronatura 2010 Sui fiori di una siepe viva è un nuovo sipario che si apre sul silenzio, su uno spazio vuoto di luci e ombre dove ciascuno potrà occupare una zona e sentirla propria; lo Spazio Binario diventerà un luogo di accoglienza per tanti artisti e ospiti, per un confronto sincero fra uomini. Cercheremo di abitare il nostro teatro in tutti i suoi anfratti perché diventi un piacevole luogo d’incontro tra spettatori e attori.
In questo momento di sempre maggiori ristrettezze economiche e di confusione culturale cittadina, ci schieriamo a tutela di uno spazio che salvaguardi gli artisti e le loro opere come se fossero, per usare le parole del maestro Zeami, dei fiori vivi, tanto delicati quanto sorprendenti; tanto più quando le loro opere sono provocatorie e sperimentano nuovi linguaggi.
Per questo motivo, consideriamo il nostro calendario molto prezioso: gli artisti e le opere scelte si inseriscono in un progetto pensato, condiviso; alcune di queste opere hanno già ricevuto il successo della critica, altre sono anteprime nazionali.Tutti gli artisti coinvolti sono accomunati dal desiderio di esplorare con generosità il loro campo di indagine. Si tratta, in alcuni casi, di riscritture sceniche di testi importanti, o di fatti contemporanei legati a tematiche inerenti la società, la psiche umana nei suoi rapporti con l’altro nonché la società storica in cui viviamo e di cui siamo quotidiani testimoni.
Oggi più che mai pensiamo che il teatro dovrebbe resistere all’estinzione, la nostra stessa esistenza come artisti e organizzatori continua ad avere senso e il nostro lavoro a colpirci emotivamente perché pensiamo che il teatro abbia sempre avuto e continui ad avere una funzione sociale e i risultati artistici sono sempre influenzati da questo pensiero. Anche questa edizione del Progetto Contronatura sarà dedicata, come recita il sottotitolo, ai fiori cioè all’Arte dell’attore e della messinscena ponendo al centro della nostra riflessione per il secondo anno consecutivo la conflittualità dell’ umano pensiero e quanto il potere snaturi l’uomo e la natura a volte lo sovrasti, senza dimenticare la solitudine, l’incomunicabilità, l’attesa.
Il Woyzeck di Georg Büchner rappresenta uno dei punti più alti della nostra letteratura, un grandioso frammento drammatico sul rapporto tra morale e potere scritto nel 1836, un capolavoro sull’”abisso” umano. E’ questa ricchezza di significati che spinge Claudio Morganti a portare avanti da anni un percorso di ricerca sul Woyzeck, lo Studio n.5 è un’ulteriore tappa di questa indagine. Per lo stesso motivo consideriamo gli appuntamenti annuali con il lavoro di Claudio Morganti, nonché gli appuntamenti da lui coordinati con tutti gli artisti coinvolti nel LGSAS (libero gruppo di studi di arti sceniche) dei momenti privilegiati di incontro e di crescita per tutti noi, spettatori e artisti.
Accanto al Woyzeck di Büchner-Morganti, porteremo sulla scena di Zola Predosa alcuni grandi attori del teatro contemporaneo italiano e internazionale a confronto con i più grandi scrittori della nostra letteratura europea come Francesco Pennacchia con Il custode di Pinter e Mario Barzaghi con Sancho Panza (regia di Tage Larsen).
Continueremo ad interrogarci sulle tematiche e le suggestioni della vita contemporanea con giovani autori/attori, importanti scrittori e con opere finaliste in importanti festival per giovani talenti italiani: Kvetch di Steven Berkoff (Spettacolo vincitore del Premio “Nuove Sensibilità” - Napoli Teatro Festival 2008) e Come senza respiro di Luca Serrani (finalista al “Premio Scenario”e al “Premio Ustica 2009”).
Presenteremo le riscritture di due classici shakespeariani con due grandi attori italiani: Riccardo III° di Oscar de Summa e Il pigiama di Machbeth con Luca Stetur (regia di Claudio Morganti).
Chiuderemo la nostra stagione con due anteprime nazionali: Quando vedremo un tuo ballo? Di Alessandro Bedosti e Riflessioni sull’obbedienza della Compagnia Urbani Guerra
Bedosti è un grande interprete del teatro-danza nazionale e in questo suo preziosissimo studio si propone di sperimentare “uno stato d’ attesa in cui i movimenti nascano da una reale trasformazione” di tutto il corpo. E’ un lavoro sull’alterità, sull’inesorabilità del tempo.
La Compagnia Urbani Guerra ci aiuterà a riflettere sulla tematica relativa al titolo del loro lavoro. Il solo danzato è la forma scelta per riconoscere la natura conflittuale dell’uomo contemporaneo e ricercare una nuova chiave di comprensione.
Oggi più che mai pensiamo, inoltre, che sia giusto ricordare Pier Paolo Pasolini e lo smarrimento che proviamo ogni volta che lo rileggiamo, o riguardiamo i suoi film, testimonia la sua grandezza. Oggi, quel suo ribadire la necessaria conflittualità del pensiero umano, la bellezza nella diversità e nell’ imperfezione di ogni essere vivente, fa riflettere sull’universo che ci circonda . Riavvicinando la sua opera è nato ora al bene ora al male si incammina, l’ultimo lavoro di Cantharide.
Continua il nostro impegno con i ragazzi delle scuole e con il territorio per non dimenticare l’Olocausto. Parentesi speciale verrà dedicata alla Giornata della Memoria in collaborazione con gli studenti Erasmus Mundus dell’Università di Bologna.
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