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Datemi un altro cavallo! Curatemi! Gesù, pietà di me… No, era un sogno. La fiamma brucia, è blu. La notte è piena. Sulla carne che trema sudo freddo. E ho paura? Paura di me? Sono solo. E Riccardo ama Riccardo:io sono io. C'è un assassino? No. Sì: io. Allora fuggi.
(Shakespeare, Riccardo III)
Qua sei qua stai.
Qua lotti, non ti fermi.
Nostri sono gli anni che vengono
(Roberto Roversi, Cento poesie, 1978)
Anche quest'anno pensiamo ad uno spazio dove chi entra possa vedere le cose a partire da una prospettiva diversa. Il teatro deve essere un luogo di studio, di ricerca e di confronto per vedere lontano mantenendo lo sguardo sul presente.
Gli attori, categoria poco violenta e perennemente innamorata, camminano nel vuoto "su di un filo sospesi nello spazio". Il loro è un mestiere difficile e pericoloso, fatto di pratica, passione e generosità. Per questo gli auguriamo lunga vita, ovvero, tanta salute e tanta fortuna onde evitare le cadute dall’alto.
“… l’attore? E’ un mestiere contro natura. (…). E’ proprio per questo che ne abbiamo bisogno, perché conserva qualcosa dell’anarchia e dell’impudica libertà dell’infanzia, cose che noi normali abbiamo sepolto sotto la buona educazione. Dobbiamo proteggere gli attori: sono utili come i fiori, un raggio di sole, la musica, l’ossigeno.”
(Bertrand Blier, 2000)
Il progetto Contronatura 2011 Mano al cavallo è di nuovo un sipario che si apre sul silenzio, su uno spazio vuoto di luci e ombre dove ciascuno potrà occupare una zona e sentirla propria; lo Spazio Binario diventerà un luogo di accoglienza per tanti artisti e ospiti, per un confronto sincero fra uomini.
Per quel che possiamo, cercheremo di mettere il nostro lavoro, e quello degli artisti che ospitiamo e stimiamo, al riparo da tempi, modalità e luoghi non idonei all’arte teatrale.
Gli artisti che ospitiamo nella nostra programmazione: danzatori, attori e autori, sono accomunati dal desiderio di esplorare con generosità il loro campo di indagine. Si tratta, in alcuni casi, di riscritture sceniche di testi importanti, o di fatti contemporanei legati a tematiche inerenti la società, la psiche umana nei suoi rapporti con l’altro nonché la società storica in cui viviamo e di cui siamo quotidiani testimoni.
Oggi più che mai pensiamo che il teatro debba resistere all’estinzione, la nostra stessa esistenza come artisti e organizzatori continua ad avere senso e il nostro lavoro a colpirci emotivamente perché pensiamo che il teatro abbia sempre avuto e continui ad avere una funzione sociale; come scrive la Yourcenar, il teatro contribuisce ad “ammassare riserve contro un inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire”.
Continua, con il progetto Contronatura 2011, la lunga cavalcata che ci vede uniti in questo viaggio al di fuori della realtà per meglio comprenderla e interpretarla. E allora insistiamo con gli attori-autori che ci restituiscono nuove varianti del comportamento umano:
difficoltà e disagi, conflitti e ribellioni attraverseranno le storie del teatro che presenteremo quest'anno, orgogliosi di dare nuovi spunti di riflessione, nuove possibilità di incontro.
In continuità con le scorse edizioni saranno presenti, tra gli altri: Claudio Morganti, Francesco Pennacchia, Maurizio Camilli del Balletto Civile, Teatrino Giullare, Oscar De Summa e l’Associazione Cantharide .
Continueremo inoltre a lavorare con i ragazzi delle scuole, con gli insegnanti e con gli amici dell’ANPI e dell’ANED perché, tramite i laboratori, la giornata della Memoria diventi una nuova esperienza per tutti.
Il teatro come luogo vivo e come luogo d’incontro per creare, accogliere, confrontarsi, capire, non dimenticare.
In conclusione ringraziamo le persone che collaborano al nostro progetto con forza e tenacia e poiché è finita l’epoca delle mezze stagioni, di nuovo auguriamo tanta salute a tutti.
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