02 agosto 2011 Festival dei Saraceni

Le piume di Niobe

di e con Elena Galeotti

liuto Fabio Accurso

violini Erica Scherl 

canto Annapia Capurso 

musiche a cura di Fabio Accurso

scene Nicola Bruschi 

costumi Carmina Moschella

luci Alessio Guerra- Nicola Bruschi

regia Elena Galeotti 

collaborazione artistica Sandra Enel

Prod. Cantharide 2009

 

 

ad Arnaldo
 

 


L’inizio

fu uno sguardo.

Per strade senza pendio

Fu un passo. Mi sbaglio: fu un cespuglio

Di mirto – come uno scolaretto confondo 

Le lettere – l’inizio fu il suono 

Del corno, che si cambiò – suono delle boscaglie – 

In suono di coppe. Ma il suono del rame risonante

Cos’è in confronto a quello di invisibili 

Labbra! Fu un cespuglio. Fu uno scricchiolio.

(M.Cvetaeva, Fedra)

 

 

Una cantante accompagnata da alcuni musicisti, ha perduto il suo bene più prezioso….da qui il caos, il mistero. La paura di perdersi e la rabbia di vivere ormai in una dimensione confusa, piccola e difficilmente identificabile. I ricordi di un passato fatale, profumato, piumato; la certezza di un presente inaccogliente con sprazzi allucinati e irruzioni dionisiache; di un non futuro spennato. 

Niobe non può più cantare, e improvvisamente il mondo appare ai suoi occhi piccolo e caotico. Niobe è terrorizzata dall’idea di perdersi perché ogni luogo è diventato un “non-luogo”. Attraverso la musica rivive i ricordi di un passato da grande diva ma le difficoltà del suo malessere fisico la fanno ripiombare con violenza in un presente nudo e crudo . Niobe è sola e non manca di umorismo. La sua arte è l’unica ancora di salvezza e va ritrovata.

 

Nella prima tappa di questo nostro lavoro, protagonista era la musica barocca suggestionata da certe figure femminili fatate, travianti, provenienti dai miti dell’antica Grecia e dalla letteratura medievale, …... ma oggi che cosa rimane di quella Melusina maledetta dalla notte dei tempi? 

  

Niobe sta, si abbandona, scopre di nuovo la verità, reagisce come un animale, può essere terribile, spaccherebbe tutto se potesse……………….ma fatale non è e neppure invincibile, così continua a prepararsi perché

“E’ una questione di stile che diventa una filosofia di vita!” 

 

 

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