11 maggio 2018 - CASA DELLE CULTURE E DEI TEATRI- RASSEGNA EMOZIONI

PIANGERE È UN ARTIFICIO

28-29 marzo 2015 (Primo Studio) Rassegna Fuor Di Teatro-Monte San Vito (AN)

2-3 marzo 2016 (Debutto) DOM La Cupola del Pilastro (BO) - stagione 2016 Levare e Battere - Residenza SE-MI-DIO

31 marzo 2016 - Armunia Stagione 2016 - Castello Pasquini Castiglioncello (LI)

19 giugno 2016 - Puro Teatro Rassegna - Teatro Il Cantiere [ROMA]

31 maggio - 1 giugno - Teatro In Villa - Villa Edvige Garagnani - Zola Predosa [BO]


Liberamente ispirato a Erodiade e Salomè

da Oscar Wilde, Giovanni Testori, Billy Wilder, Ken Russel

di  Elena Galeotti

con Elena Galeotti e Ilaria Debbi

Luci Alessio Guerra

voce di Iokanaan Basilio Frongia

voce del Paggio Filippo Plancher

voce del Siriaco Riccardo Marchi

fantasma di Erode Modesto Messali

 

Uno speciale ringraziamento a

Rita Frongia

 

 

 

Accade così, passano gli anni, ma i ricordi riaffiorano, si mescolano a fantasie recondite e a quelle notti di voci minacciose e di corpo aspirato dalla paura.

Accade con leggerezza che l’amore tra madre e figlia generi il desiderio di morte.

 

Un’attrice insonne in una notte di luna piena scivola nei ricordi esaltanti di un presunto, luminoso passato e nelle evocazioni di Salomè e Erodiade. I ricordi da attrice rivelano uno stato di intermittenza.

  

 

 

In scena, due creature intrecciate, attraversate da ombre.

 

 

Una giovane figura in penombra disturbata dagli incubi e dalla storia. Si trascina obliqua come un narciso scosso dal vento, succube, servile ma al tempo stesso sadica per indifferenza, sotto gli occhi da talpa patrigni.

 

- È questo vecchio che ci portiamo dentro la mamma?

 

La mamma, appunto.

L’insoddisfazione è come lava che cova, nella donna-madre.

Una donna sul viale del tramonto, i capelli senza più luce e una gloria perduta. Una creatura smarrita, le parole perdute, la memoria frantumata. La madre è in preda al meccanismo del tempo, inesorabile e spietato, talvolta s’inceppa.

La lingua di Erodiade è quella dei ricordi, delle ombre, di chi è stato, delle battaglie familiari, è la lingua che ha limato il suo volto e che domina il corpo della giovane figlia. Si deve deturpare per essere Erodiade? Cosa deve fare con la sua faccia? È un’immensa e sanguinosa nevicata, la madre non è più Erodiade e nemmeno la sua parola. È l’umana bestemmia, l'inesistenza, la cenere, il niente.

 

È una notte di luna piena. La notte è il tempo che non dorme, e mille e una notte, e la voce disumana, e c’è una luna e trame di voci che chiamano sangue. Poi ci siamo noi, poco regali, tanto goffe, con la nostra anima, oltraggiata da tante ombre e colpi bassi.

 

 

Progetto interregionale di residenze artistiche realizzato con il contributo di Regione Emilia Romagna, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo.

 

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