19 maggio 2012 Passaggio a Sud Ovest - Deposito degli Attrezzi - Teatro delle Ariette

Solomè

Di e con: Elena Galeotti e Rita Frongia 

luci: Alessio Guerra 

scene: Nicola Bruschi

Deposito degli attrezzi - Teatro delle Ariette


Solome' dice mio padre mentre legge all'impronta Wilde e poi dice Ero' diade .
(ero diade/ solo me)
La mamma e' la mamma.
-La mamma della mamma della mamma della mamma etc etc si chiamava Eva. È per colpa di Eva che la mamma ha avuto dolore quando sei nata.
-Ti ho fatto male?
-Malissimo
-Molto?
-Moltissimo.
-E quindi?
-Quindi poi per colpa del peccato originale commesso da Eva nel giardino, Cristo è morto.
-Chi e' Cristo?
-Il figlio di Dio
-Dio ha un figlio?
-Si' e' morto.
-Che peccato.Volevo parlargli.

Solo me voleva parlare col profeta. Mamma, amore mio, perché il morto non mi guarda?
E perché il marito di mia madre guarda solo me? Guarda la luna! Illumina solo me.

 

 

Ci sono due donne, la storia e' antica come il mondo. Ci si sposa, poi ci si risposa, poi si invecchia.

C’e' il dialetto del mio paese, la prima lingua che ho sentito, la vera lingua delle battaglie famigliari.

Ci sono le piume degli uccelli morti impagliati da mio padre, le piume che volano dappertutto. Le piume che annunciano la tempesta.Odore di naftalina, di chiuso, uno schifo.

I commenti dei paesani: “Puvrina, na putina ruvinada con na madar acsì “ (una bambina rovinata con una madre così, ma a mio fratello non lo dicevano mai)

Poi c’e' l’inglese, la lingua di Oscar Wilde, dei miei studi, delle dive del cinema hollywoodiano, dell’eco.

 

Tutto accade di notte, la notte e' il tempo che non dorme, le cose agiscono mentre muore il giorno e come in un sogno da mille e una notte c’e' una luna che incombe e trame di tappeti che propongono colori e linee irresponsabili. Poi ci sono voci di regine, re e principesse con le loro storie, eco di mondi argentati e dorati che non esistono più.

Poi ci siamo noi due, poco regali e tanto goffe, con la nostra anima, oltraggiata da tante ombre e colpe e colpi bassi.

 

 

A fare Solome' siamo in due, due donne moderne, dunque vecchie:

Ero dìade

ora che siamo in due

Solo me.

 

Uno speciale ringraziamento al maestro

Vasilji Claudienko

claudiomorganti.tumblr.com

 

 

 

 

 

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