19 marzo 2011 Contronatura 2011 Mano al cavallo

Vala'lla, un lamento, secondo movimento

un progetto di: Elena Galeotti, Nicola Bruschi

con Elena Galeotti

scene e luci Nicola Bruschi

suoni e musiche Fabio Accurso

video Nicola Bruschi,  Fabio Accurso

nel sogno Alessandro Bedosti

prod. Cantharide 2011



Premessa 

Nei primi anni 70’ Pasolini rievoca l’Italia durante l’epoca del fascismo, tante sono le riflessioni e i pensieri su quel periodo, lucida e cristallina la previsione sul nostro futuro tanto da provocarci un profondo senso di smarrimento. Egli ci racconta di un paese meraviglioso poiché ancora si poteva credere in una rivoluzione e si poteva sperare che le cose, grazie all’aiuto reciproco e alla partecipazione, cambiassero, migliorassero. Il fascismo non era riuscito ad affondare le sue radici nell’animo delle persone e a sconvolgere la struttura dei paesi e delle città. Ma oggi quella speranza è stata sostituita dal vuoto delle istituzioni, dal degrado culturale, dalla volgarità; in una società basata sul potere dei consumi e sulle apparenze chi non è utile, chi è diverso, è destinato all’isolamento e alla disperazione.  
“Ora che tutto è laido e pervaso da un mostruoso senso di colpa - e i ragazzi brutti, pallidi e nevrotici hanno rotto l’isolamento cui li condannavano i padri, irrompendo stupidi, presuntuosi e ghignanti nel mondo di cui si sono impadroniti, e costringendo gli adulti al silenzio e all’adulazione - è nato uno scandaloso rimpianto (si stava meglio durante l’epoca fascista quando ancora tutto era possibile): il trauma è grande, non si può non rimanere sconvolti. E fa venire anche una certa voglia di andarsene da questo mondo”.
Dopo Ora al bene, ora al male si incamminaValàlla, segna un’altra tappa, un ulteriore approfondimento della nostra ricerca sul dolore e sulla solitudine dell’essere umano in epoca contemporanea. Il tema è quello del figlicidio (così atrocemente frequente): una donna ai margini della società, per anni, in piena solitudine, accudisce con amore il figlio malato. Tra il sogno e la realtà, la madre evoca momenti di vita gioiosi e incubi insopportabili in un vortice di pensieri confusi.


Valàlla. Un lamento. Secondo movimento nasce da un sentimento forte di smarrimento.

Lo smarrimento che abbiamo provato avvicinando ancora una volta l'opera di Pasolini, con gli

occhi rivolti al nostro presente.

Presi dunque da questo stupore e vinti da una bruciante indignazione, raccolti dentro

un' emozione feroce e tenerissima, abbiamo immaginato un viaggio che si dipana

attraverso i ricordi, i sogni, i racconti di una madre rinchiusa nella propria inconsolabile solitudine.

 

Galleria fotografica